Meditazione mindfulness

 

 

 

CHE COS’È LA MEDITAZIONE MINDFULNESS?

Il termine mindfulness indica la profonda consapevolezza che si raggiunge quando si abbraccia pienamente tutto ciò che accade. Questo avviene prestando intenzionalmente l’attenzione allo svolgersi dell’esperienza qualunque essa sia, nel momento presente, in maniera non giudicante.

 

 

La meditazione mindfulness può essere intesa come un addestramento mentale attraverso cui si ottiene la piena padronanza di sé stessi, liberi dal flusso di pensieri e di emozioni.
Gli esercizi di meditazione mindfulness allenano la nostra mente a spostare l’attenzione dal flusso dei nostri pensieri al momento presente.

 

Poco alla volta la pratica meditativa ci rende consapevoli che noi non siamo i nostri pensieri, ma il contenitore in cui essi si manifestano, diventiamo coscienti che ogni evento, vicenda, pensiero o emozione, è solo uno dei tanti contenuti della nostra esperienza che muta continuamente, mentre noi siamo fermi in un costante presente.
La meditazione ci sottrae dall’impressione di essere parte di quel continuo fluire e dal conseguente coinvolgimento, spesso doloroso.

Quello che si richiede è l’assunzione di un atteggiamento osservante e distaccato dai pensieri, dalle immagini e dalle emozioni che si presentano inevitabilmente alla coscienza. L’importante è saper ritornare in modo gentile e non giudicante all’esercizio di meditazione ogni qualvolta ci si accorge di essere altrove in balia dei nostri pensieri.
Lo scopo della meditazione mindfulness è coltivare alcune qualità dell’attenzione, attraverso la modulazione dell’attenzione stessa, in un atteggiamento benevolo e accogliente nei confronti di sé e della propria esperienza esistenziale.

COSA NON È LA MEDITAZIONE MINDFULNESS:

Il termine “meditazione” può far pensare a particolari religioni o filosofie di vita. Storicamente parlando, le radici della mindfulness non sono univoche e appartengono principalmente alla cultura orientale. Lo stato “mindful” di piena consapevolezza, è infatti una componente di diversi approcci meditativi, più o meno religiosi, ma la meditazione mindfulness è qualcosa di laico e scientifico.

La mindfulness quindi non è:
-una condizione mistica o di trance
-una pratica religiosa
-una tecnica di rilassamento (anche se spesso c’è una risposta di rilassamento)

 

COME, DOVE, QUANDO

Di massima importanza è la pratica costante, auspicabilmente quotidiana. Non c’è un orario ideale, l’unica raccomandazione è di non meditare nelle due ore successive ai pasti perché la risposta di rilassamento evocata dalla pratica interferisce con i processi digestivi e viceversa. Per iniziare bastano pochi minuti al giorno, preferibilmente nello stesso momento della giornata in modo da instaurare un’abitudine che favorisca la pratica giornaliera.
Si può’ meditare dovunque, anche in mezzo alla confusione. Nelle fasi iniziali è consigliabile scegliere un ambiente tranquillo che non ci distragga troppo.
Non è necessaria una postura specifica, l’importante è stare comodi e assumere una posizione che si possa mantenere per tutta la durata della meditazione e che permetta di respirare senza fatica. Seduti, coricati o in posizioni yoga…a voi la scelta.

 

I BENEFICI DELLA MEDITAZIONE MINDFULNESS

 

I tre principali sistemi di controllo dell’organismo sono il sistema nervoso, il sistema endocrino e il sistema immunitario. Essi sono in grado di interagire e influenzarsi reciprocamente.
È proprio a causa di queste interazioni che pensieri ed emozioni possono avere effetti sul fisico e sulla salute, ed è proprio a questo livello che agisce la meditazione.

 

 

  • Miglioramento cognitivo
    La pratica della meditazione aumenta la capacità di rimanere focalizzati su di un compito e questo porta a un miglioramento sia nelle capacità percettive che nelle prestazioni motorie. Il cervello dedica più energia alla concentrazione. Inoltre la meditazione potenzia la memoria di lavoro, aumenta la velocità di pensiero, di decisione e di scelta.
  •  Invecchiamento
    Si sa che con l’età diminuisce la capacità di attenzione, aumentano i tempi di risposta e diminuisce il volume della sostanza grigia del nostro cervello.
    La pratica meditativa non si limita a rallentare l’invecchiamento, ma lo contrasta provocando delle vere e proprie modifiche anatomiche al nostro cervello, a partire dall’aumento di materia grigia.
    In particolare la meditazione aumenta l’attività dell’enzima telomerasi, quello che protegge le cellule dall’invecchiamento e la cui attività è ridotta dallo stress.
    La meditazione è benefica in quanto porta alla riduzione dello stress cognitivo e dell’attivazione da stress, aumenta gli stati mentali positivi e i fattori ormonali che inducono la protezione e l’incremento dei telomeri.
  • Equilibrio emotivo
    La pratica della meditazione migliora la capacità di gestire le emozioni e le risposte impulsive, rafforza la capacità di inibire processi emotivi e cognitivi (come i pensieri ricorrenti) che possono generare o aggravare lo stress, l’ansia, la depressione.

 


  • Miglioramento della salute
    La meditazione riduce i sintomi e gli effetti dello stress, diminuisce la pressione arteriosa e il cortisolo ematico, migliora la risposta immunitaria.
    Tutti questi benefici sono dovuti essenzialmente all’effetto di disattivazione che la meditazione produce sul sistema nervoso simpatico, cioè su quella parte di sistema nervoso che controlla le funzioni involontarie dell’organismo: in natura reazioni di attacco/fuga, nell’uomo moderno i correlati dello stress (intendendo per “stress” una costante attivazione sia a livello fisiologico che psicologico, in assenza di situazioni in cui la risposta attacco/fuga sarebbe adattiva). La meditazione si dimostra inoltre efficace nel controllo e nella percezione del dolore (sia acuto che cronico), nella psoriasi, nei disturbi dell’alimentazione, nelle tossicodipendenze, nei disordini del sonno e sul benessere in generale.  La meditazione mindfulness contribuisce a prevenire o consente di attraversare meglio (con coraggio e saggezza) malattie oncologiche, dolori cronici, disabilità fisiche, problemi cardiaci, convalescenze da interventi chirurgici. Aumenta la capacità di fronteggiare, anche a livello immunitario, condizioni come l’HIV, l’epatite C o malattie neuro o immunodegenerative. Tutto questo grazie all’effetto di riduzione sulla neoplasia cognitiva (produzione eccessiva di pensieri che genera convinzioni distorte, negative e convincenti) che accomuna queste condizioni.
  • Effetti comportamentali
    La meditazione sembra promuovere le azioni empatiche e i comportamenti di compassione e di altruismo.

Tutti questi effetti della meditazione conducono allo sviluppo di amore (per noi e per gli altri) e di pace interiore.

 

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Dott.ssa Silvia Ferrari 
Psicologa Clinica e Psicoterapeuta 
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